

La cupola della Basilica di San Pietro fu ideata e costruita fino al tamburo da Michelangelo Buonarroti e portata a termine, dopo la morte del maestro, dall’architetto Giacomo della Porta che vi lavorò insieme a Domenico Fontana dal 1588 al 1590, riuscendo a voltare la cupola in soli 22 mesi grazie all’opera incessante di 800 operai.
La cupola, “a doppia calotta con intercapedine”, assunse allora una forma ogivale, più slanciata rispetto all’iniziale progetto. Il 18 novembre del 1593 si collocò sulla cuspide della lanterna la grande sfera in bronzo dorato sormontata dalla croce, opera di Sebastiano Torrigiani. Papa Clemente VIII (1592-1605), nel porre fine alla grandiosa impresa costruttiva, volle ricordare in un’iscrizione sull’anello a chiusura della lanterna l’opera compiuta da Papa Sisto V: “s. petri gloriae sixtvs pp. v. a. mdxc pontif. v” (“A gloria di San Pietro, papa Sisto V, nell’anno 1590, il V del suo pontificato”).
Sul fregio in mosaico all’imposta della cupola è invece scritto, a grandi lettere azzurre su fondo oro: tv es petrvs et svper hanc petram aedificabo ecclesiam meam et tibi dabo claves regni caelorvm (“Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e ti darò le chiavi del Regno dei Cieli”, Mt 16, 18-19).
Papa Clemente VIII fece rivestire la superba mole michelangiolesca con una raffinatissima decorazione musiva realizzata da numerosi mosaicisti sotto la direzione di Marcello Provenzale tra il 1598 e il 1613.
La superficie della cupola (circa 3000 mq), suddivisa da costoloni in sedici scomparti cuneiformi con campiture e spazi preordinati, fu interamente coperta con immagini su un fondo di un cielo di stelle dorato. Procedendo dall’alto verso il basso, si riconoscono le seguenti figure: 1. Eterno Padre con la mano tesa in un gesto di benedizione; 2. Serafini; 3. Angeli; 4. Cherubini; 5. Angeli (alcuni con simboli della passione); 6. Redentore, San Giovanni Battista, Madonna, San Paolo e gli Apostoli; 7. Patriarchi e Vescovi.
La calotta interna della lanterna raggiunge 117 metri di altezza, mentre la croce sulla sommità della cupola si trova a oltre 133 metri di altezza.
Il significato simbolico della Cupola di San Pietro è multiforme e si intreccia con diverse sfere, dalla teologia all’architettura, dalla spiritualità all’impero. Ecco alcuni dei principali significati attribuiti a questa maestosa opera:
* Cielo e Terra: La cupola, con la sua forma emisferica, richiama la volta celeste, simbolo dell’infinito e del divino. Allo stesso tempo, essa poggia sulla terra, rappresentando l’unione tra il mondo terreno e quello celeste, tra l’uomo e Dio.
* Chiesa Universale: La cupola è spesso intesa come rappresentazione della Chiesa Universale, che si estende su tutta la terra e si protende verso il cielo. La sua forma circolare simboleggia l’unità e l’universalità della fede cristiana.
* Protezione divina: La cupola, come un grande ombrello, protegge chi si trova all’interno della basilica, offrendo un senso di sicurezza e di protezione divina.
* Coronamento: La cupola è il coronamento della basilica, il punto più alto e luminoso. Simboleggia la gloria di Dio e la sua presenza tra gli uomini.
* Ascensione: La cupola, con la sua forma che punta verso l’alto, richiama l’ascensione di Cristo al cielo e l’aspirazione dell’uomo alla vita eterna.
* Potere papale: La cupola è anche un simbolo del potere papale e della supremazia della Chiesa cattolica. La sua posizione dominante sullo skyline di Roma sottolinea l’importanza del Vaticano e del Papa come guida spirituale per i credenti.
In sintesi, la Cupola di San Pietro è un’opera ricca di significati simbolici, che si intrecciano e si completano a vicenda. Essa rappresenta l’unione tra il cielo e la terra, tra Dio e l’uomo, tra la Chiesa e il mondo. È un simbolo di fede, di speranza e di eternità.
Ti piacerebbe approfondire qualche aspetto particolare del significato simbolico della Cupola? Potremmo ad esempio analizzare il ruolo dei mosaici che la decorano, o il significato dei numeri e delle proporzioni utilizzate nella sua costruzione
La tecnica costruttiva della Cupola di San Pietro è un capolavoro di ingegneria e rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alle cupole costruite in precedenza. Ecco alcuni degli aspetti più importanti:
* Doppia calotta: La cupola è composta da due calotte, una interna emisferica e una esterna a profilo ogivale. Questo sistema permette di scaricare meglio il peso e di creare una struttura più stabile.
* Costoloni: Tra le due calotte sono presenti dei costoloni che si inspessiscono verso l’alto, aumentando la resistenza della struttura.
* Tamburo: La cupola poggia su un tamburo molto spesso, rinforzato da 16 contrafforti che corrispondono ai costoloni della cupola.
* Materiali: La cupola è costruita principalmente in mattoni e calcestruzzo, materiali che garantiscono una grande resistenza.
* Armature in ferro: All’interno della struttura sono presenti armature in ferro che contribuiscono a rafforzare l’insieme.
* Lanterna: La cupola è sormontata da una lanterna, una struttura a forma di torre che ospita le campane e offre luce all’interno della basilica.
L’innovazione di Michelangelo
Michelangelo apportò diverse innovazioni al progetto originale della cupola, rendendola un’opera unica nel suo genere:
* Forma ogivale: Michelangelo scelse una forma ogivale per la calotta esterna, che conferisce alla cupola un profilo più slanciato ed elegante.
* Modello in legno: Prima di iniziare la costruzione, Michelangelo fece realizzare un modello in legno della cupola in scala 1:5, per verificare la fattibilità del progetto e definire tutti i dettagli costruttivi.
L’eredità della Cupola
La Cupola di San Pietro è un’opera che ha influenzato profondamente l’architettura successiva. La sua tecnica costruttiva è stata studiata e imitata da molti architetti, e la sua bellezza e maestosità continuano a stupire e affascinare visitatori da tutto il mondo.
Michelangelo era un maestro nell’utilizzare diverse tecniche artistiche, ma è particolarmente noto per la sua maestria nella scultura e nella pittura a fresco.
Scultura:
* “Per forza di levare”: Invece di modellare la materia, Michelangelo preferiva “liberare” la forma già presente nel blocco di marmo. Partiva da un blocco grezzo e, con una serie di colpi precisi, rimuoveva gradualmente la pietra superflua fino a far emergere la figura.
* Anatomia profonda: Michelangelo era un grande studioso dell’anatomia umana. Questa conoscenza gli permetteva di rappresentare le figure con una precisione e un realismo straordinari, conferendo alle sue sculture una vitalità e una forza uniche.
* Non finito: Alcune delle sue opere mostrano un aspetto “non finito”, con parti lasciate grezze. Questo non era un errore, ma una scelta artistica che sottolineava il processo creativo e la natura stessa del marmo.
Pittura a fresco:
* Preparazione accurata: Prima di dipingere, Michelangelo preparava la parete con diverse mani di intonaco, creando una superficie ideale per l’affresco.
* Velocità e precisione: La tecnica dell’affresco richiede di dipingere rapidamente sullo strato di intonaco fresco, prima che si asciughi. Michelangelo lavorava con una velocità e una precisione straordinarie, riuscendo a creare composizioni complesse e ricche di dettagli.
* Colore e chiaroscuro: Utilizzava una gamma limitata di colori, ma li combinava in modo magistrale per creare effetti di luce e ombra che davano profondità e volume alle sue figure.
Altre tecniche:
* Disegno: Michelangelo era anche un grande disegnatore. I suoi disegni sono caratterizzati da una linea sicura e potente, e spesso servivano come studi preparatori per le sue sculture e dipinti.
* Pittura a olio: Sebbene meno noto per questa tecnica, Michelangelo realizzò anche alcuni dipinti a olio, come la “Sacra Famiglia”.